Il dilemma originato da una bella riflessione di Keynes

“Le idee degli economisti e dei filosofi, giuste o sbagliate che siano, sono molto più potenti di quanto comunemente si pensi. In realtà il mondo è governato praticamente solo da queste. Nel bene o nel male sono le idee a guidare il mondo e non gli interessi materiali”. John Mainard Keynes.

Confesso di nutrire simpatia per l’autore di questa riflessione, dalla quale traspare un certo romanticismo idealistico tipico di un’epoca in cui gli Stati erano dominati dai valori “generali” della politica. Ho tuttavia qualche dubbio sulla sua fondatezza nel mondo attuale, dove i poteri pubblici tendono a perdere la loro politicità soggetti come sono ai poteri economico finanziari che ormai decidono le sorti dei popoli.

L’etologo Konrad Lorenz ha dimostrato che l’uomo – come ogni essere vivente – è guidato nelle sue azioni cognitive dall’istinto tutto materiale per la sopravvivenza e la conservazione. Sorge spontanea la domanda: sono le idee a governare  il mondo o non piuttosto gli individui che nascondono gli interessi materiali mascherandoli con idee altruistiche? In fondo, si tratta di un dilemma dal quale non verremo mai a capo perché investe quel misto di bene e di male che è la natura umana.  

In politica, ad esempio, le idee generali, travestite sotto forma di valori e racchiuse in parole magiche come “democrazia”, “giustizia sociale”, “uguaglianza”  sono spesso servite ai governanti per guadagnare il consenso dei cittadini mascherando i rudi interessi materiali da cui dipendono loro stessi e i loro aiutanti. Il fine di tali azioni risiede in questo caso nell’autoconservazione, nella sopravvivenza raggiunta attraverso la subordinazione dei governati costretti a tributo.

E’ peraltro innegabile che senza la classe politica che ha retto lo Stato di diritto e sociale del XX secolo non avremmo il suffragio universale, le scuole e le università aperte al merito, i diritti dei lavoratori, i sussidi di disoccupazione, le pensioni e tanti altri interventi a sostegno dell’economia volti a correggere un capitalismo altrimenti spietato.

Oggi il quadro sembra nuovamente e radicalmente mutato.

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